«Nessuno sa più accendere il fuoco», si sente cantilenare-lamentare a metà di «Coagule», una delle tante canzoni in francese di «Ventre unique» (è una novità, una bella novità, una di quelle importanti), mentre ovunque altrove i dodici pirotecnici-delinquenti dell’Orchestre Tout Puissant Marcel Duchamp si danno da fare per dimostrare il contrario. Oggetto infiammabile, quindi, e sesto album in 18 anni, Ventre unique si articola in undici canzoni sapientemente inserite in un vasto repertorio di ansie contemporanee trasformate in richiami d’aria, esplosioni, deflagrazioni. Spasmi climatici e declino generale, stress particolare e paura a vari livelli, vari amperaggi e vari effetti di saturazione si articolano così in formule infantili, poetiche, improvvisate, scarabocchiate, tenere e furibonde grazie a una pletora di voci (altra novità) Così Liz Moscarola, violinista, narratrice e cantante, a turno funambola, scalpitante, amichevole, esasperata; Gilles Poizat, sputatore di trombe e abbaiatore lunare; Vincent Bertholet, prua della nave, contrabbassista e compositore principale ipnotizzato dalla propria litania tutta eleganza e stanchezza sbalordita. François Atlas, che fa capolino come un vicino cordiale, per un «Tout Haut» stranamente radioso, che soffia con voce squillante eccentriche bolle di sapone radioattive. Così anche Aïda Diop, suonatrice di marimba, che qui infila alcune scintillanti note vocali con la precisione di una lanciatrice di coltelli. Così, infine, Mara Krastina, in pausa dal trio turbolento detto Massicot, che chiude la fila nella sua lingua madre, il lettone, e annuncia il seguito poiché, ci viene detto, fa ormai ufficialmente parte del gruppo. Tutto questo sotto una pioggia di cori fitti, tra gli assalti di ottoni rimbalzanti e i riff spigolosi della chitarra elettrica, le valanghe di marimba che ampliano l’insieme come la pioggia amplia la strada per risonanze ed effetti specchio, Se l’Orchestra Onnipotente di Marcel Duchamp sfrega i generi l’uno contro l’altro e ne alchimizza i motivi antagonisti (post-punk tropicale, Arthur Russell e calypso grezzo, musica binaria e ritmi dispari, High Life e minimalismo americano, canzone folk dadaista, Mingus e filastrocche malandate, The Ex e Skeleton Crew) è per, sotto le sue arie da rissa, ordinare la grande cacofonia del mondo in forme calorose, inventive, ospitali.
