Sary Moussa è un compositore, musicista e sound designer libanese cresciuto nella scena underground di Beirut, di cui è figura di riferimento dal 2008. Basato tra Beirut e Parigi, il suo lavoro si muove al crocevia tra musica elettronica, composizione elettroacustica, sound design per il teatro, la danza, il cinema e le installazioni museali, costruendo nel tempo un linguaggio personale e inconfondibile.
Dopo aver esordito con il moniker radiokvm e il primo album Issrar (2014), Moussa si è fatto conoscere a livello internazionale con Imbalance (2020), pubblicato per Other People, l’etichetta del compositore Nicolas Jaar. Il disco, accolto con grande entusiasmo dalla critica internazionale, lo ritrae alle prese con i paesaggi sonori della propria infanzia: gli echi dell’instabilità politica libanese, i canti greco-cattolici, il silenzio delle notti in un villaggio del sud del paese. Un album intimo e potente, costruito su sintesi granulare, minimalismo armonico e una straordinaria capacità di evocare memorie attraverso il suono.
Il suo quarto album in studio, Wind, Again (giugno 2025, Other People), segna un’ulteriore evoluzione nella sua ricerca. Il disco mette in dialogo improvvisazioni di musicisti che suonano strumenti della tradizione occidentale e dell’Asia occidentale — organo Hammond, clarinetto, saz, buzuk, pianoforte, chitarra, batteria — con architetture elettroniche dense e stratificate. Piuttosto che forzare una sintesi tra questi mondi musicali, Moussa propone una coesistenza: suoni che portano con sé storie pesanti, tradizioni millenarie, e che nella sua musica trovano un nuovo spazio per esistere insieme, senza dissolversi l’uno nell’altro.
Il risultato è un album di tensione latente e rara bellezza, che Moussa chiama delle “ombre” — momenti in cui un riferimento musicale viene evocato senza mai essere esplicitamente presente nella registrazione. Familiare e alieno allo stesso tempo, Wind, Again è stato registrato ai Tunefork Studios di Beirut con musicisti come Julia Sabra (pianoforte e organo Hammond), Paed Conca (clarinetto), Abed Kobeissy (buzuk) e Fadi Tabbal (chitarra), ed è stato accolto come uno dei lavori più significativi del 2025 nel panorama della musica sperimentale internazionale.
